Romolo Hospital nodo della rete oncologica calabrese

E’ un importante riconoscimento per la Casa di Cura Romolo Hospital di Rocca di Neto, l’essere stata individuata, dalla Regione Calabria, nodo territoriale della rete oncologica regionale, approvata con Decreto del Commissario Ad Acta alla sanità, n. 10 dello scorso 02.04.2015. Un risultato non trascurabile, visto che si tratta dell’unica struttura privata che, sul territorio regionale, per criteri di qualità e volumi di attività, è riuscita ad assicurare trattamenti chirurgici oncologici del carcinoma prostastico e, per tali ragioni, inclusa come nodo della costituenda rete regionale.

Questo è quanto emerge dall’analisi regionale sulle malattie neoplastiche e sulle strategie di cura per la presa in carico del paziente oncologico, inclusa nel decreto di approvazione della “Rete Oncologica Calabrese Hub e Spoke ad Integrazione Territoriale”.

 

Dalla lettura del documento istituzionale, infatti, la Romolo Hospital rientra tra quelle strutture sanitarie che sono riuscite a rispettare i parametri posti a fondamento della metodologia di valutazione e proposti dal National Institute for Health and Clinical Excellent. In riferimento all’anno 2013, infatti, tra le patologie a maggiore carico assistenziale, rientrano anche i tumori alla prostata ed alla vescica, ambito specialistico di intervento della Romolo Hospital. La clinica crotonese è risultata primo nodo territoriale regionale, nel trattamento del tumore alla prostata, tra le quattro strutture sanitarie che sono riuscite a soddisfare i parametri di valutazione. La Romolo Hospital, infatti, è riuscita ad assorbire il 52% del totale degli interventi chirurgici per neoplasie maligne sull’apparato riproduttivo maschile, seguita solo dalle Aziende Ospedaliere di Reggio Calabria (20%), di Catanzaro (15%), e dal Polo Oncologico di Lamezia Terme (13%).

 

Risultati altrettanto positivi sono stati registrati anche in riferimento agli interventi chirurgici per il tumore alla vescica. Anche in questo caso, su nove strutture sanitarie selezionate, la Casa di Cura Romolo Hospital risulta essere quarto nodo territoriale. I recenti dati, posti a fondamento del documento istituzionale a valenza programmatoria, certamente, premiano la lungimiranza aziendale, la professionalità e la qualità del lavoro di tutto il personale medico impegnato nella Casa di Cura crotonese, ma sono, altresì, testimonianza di trattamenti sanitari efficaci e sistemici posti al servizio della cittadinanza, nell’indispensabile riconoscimento del diritto alla tutela della salute.

 

D’altronde, la Romolo Hospital, in oltre quindici anni di attività, ha cercato di coniugare tutela e salvaguardia della salute, globalità delle prestazioni, qualità tecnica, ricerca scientifica, cura del malato. E il recente risultato, formalizzato anche dalla Regione Calabria, ricompensa l’impegno aziendale nel mantenere costante l’attenzione al miglioramento della qualità delle cure e dell’assistenza al paziente.

 

L’analisi presentata dalla Regione Calabria, in quanto frutto di una valutazione oggettiva, è per noi ulteriore elemento di soddisfazione e stimolo a continuare ad investire in una sanità di qualità – ha affermato Carmela Sanguedolce, legale rappresentante della Casa di Cura Romolo Hospital –. In questi anni, il centro del nostro interesse è sempre stato quello di soddisfare, in modo scientificamente appropriato, i bisogni di salute. Per queste ragioni, abbiamo cercato di contemperare qualificazione continua delle risorse umane, innovazione tecnologica, con soluzioni organizzative e gestionali in grado di garantire il raggiungimento di standard di qualità e appropriatezza dell’offerta clinico-assistenziale. Con impegno e lungimiranza siamo riusciti a divenire, per il Sud Italia, una realtà di primissimo piano nel settore Uro-Andrologico, centro di eccellenza per la Chirurgia Mini-Invasiva nelle terapie dell’apparato genito-urinario. E questo è un risultato che, certamente, premia anche l’alta professionalità del personale nella sua interezza: medico, infermieristico, ausiliario ed amministrativo. La Direzione dell’Unità Operativa di Urologia, affidata al Prof. Francesco Greco, le collaborazioni già in atto con l’Università tedesca Martin-Luther di Halle, i progetti di rafforzamento del sistema aziendale previsti, oltre al recente risultato, rinforzano la nostra volontà a sviluppare strumenti e metodologie di governo clinico, in una logica di miglioramento continuo della appropriatezza e della qualità dell’offerta sanitaria erogata. A ciò è da aggiungere che i dati relativi ai trattamenti chirurgici oncologici erogati dalla Romolo Hospital nell’anno 2014 sono ancora superiori, in termini di volume di attività e di complessità dei casi trattati, rispetto a quelli dell’anno 2013”.

 

La nuova cornice gestionale ed organizzativa pone, quindi, la Romolo Hospital come centro di riferimento del settore uro-andrologico nel territorio calabrese ed anche nazionale. A confermalo, tra l’altro, sono la realizzazione, presso la stessa casa di cura, del Centro Training Nazionale ed Internazionale “Laparoscopic School of Urology”, diretto dallo stesso prof. Greco, e una speciale sala operatoria, in aggiunta alle due già esistenti, che permetterà di eseguire anche interventi di chirurgia telematica.

 

La Casa di Cura Romolo Hospital - spiega il prof. Francesco Greco – è già da tempo impegnata anche sul fronte della diagnosi precoce per il tumore alla prostata ed alla vescica, prestata con criteri di integrazione multidisciplinare e, quindi, di competenza scientifico-specialistica, allo scopo di rafforzare la personalizzazione e l’efficacia delle prestazioni. Negli ultimi due anni, con la mia equipe abbiamo eseguito interventi uro-oncologici ad alta complessita’ quali la cistectomia radicale laparoscopica, la prostatectomie laparoscopiche con conservazione dei nervi erigendi (nerve-sparing), l’asportazione di tumori renali con conservazione dell’organo (chirurgia nephron-sparing). L’ adozione di una tecnica chirurgica mini-invasiva ha garantito ai pazienti un decorso postoperatorio scevro da grosse complicanze, con tempi di convalescenze ridotti rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale (a cielo aperto)”.

 

L’analisi ed i dati contenuti nel recente decreto regionale, dunque, per certi aspetti, rilevano la possibilità di poter concretizzare esperienze positive in termini di raccordo tra pubblico e privato, in un’ottica di integrazione dell’offerta sanitaria che, attuando il principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale, produce benefici economici per il pubblico nell’interesse collettivo generale. E qui il richiamo è non solo a sistemi di servizi sanitari diversificati e di qualità, ma anche al recupero della mobilità passiva, ovvero al contenimento dell’emigrazione sanitaria verso altre regioni d’Italia, che un’offerta sanitaria specializzata, di qualità, tecnologicamente avanzata, quale quella finora garantita dalla Romolo Hospital, potrà certamente contribuire a ridurre.

 

Il risultato della Romolo Hospital, in conclusione, non solo premia la qualità dell’offerta sanitaria della clinica di Rocca di Neto, ma è anche motivo di vanto per l’intero territorio crotonese, nell’auspicio di un rafforzamento del sistema sanitario a tutela del diritto alla salute.

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Romolo Hospital

 

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